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Marca da bollo su libro inventari e giornale

Stampato da: Ratio
Categoria: RatioForum
Nome del Forum: Quesiti
Descrizione del Forum: Consultazione di risoluzioni e pareri degli esperti del Sistema Ratio tratti da Servizio Quesiti
URL: http://www.ratiofad.it/forum/forum_posts.asp?TID=153
Data Stampata: 30/Ott/2014 alle 13:57


Topic: Marca da bollo su libro inventari e giornale
inviato da: ratio
Soggetto: Marca da bollo su libro inventari e giornale
Date Posted: 09/Giu/2008 alle 12:50

Si chiede quali siano le conseguenze (sanzioni, accertamento induttivo) derivanti dalla mancata e/o tardiva apposizione delle marche da bollo sul libro inventari e/o sul libro giornale.




Risposte:
inviato da: ratio
Date Posted: 09/Giu/2008 alle 12:50

L’articolo 25 del D.P.R. 642/72, come modificato dall’articolo 5 del D.Lgs. 473/97, prevede le sanzioni applicabili alle violazioni in materia di imposta di bollo. In particolare, il comma 1 del predetto articolo, così come modificato dal comma 1, lettera g) dell’articolo 5 del D.Lgs. 473/97, punisce il soggetto che non corrisponde, in tutto o in parte, l’imposta di bollo dovuta sin dall’origine sugli atti, documenti e registri di cui alla tariffa allegato A, parte prima, del D.P.R. 642/72, con una sanzione amministrativa da 1 a 5 volte il tributo o il maggior tributo dovuto, oltre, naturalmente, al pagamento del tributo omesso.

Al pagamento dell’imposta e della relativa sanzione sono obbligati in solido tutte le parte che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni sull’imposta di bollo ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti documenti.

Non si ravvisa in tale disciplina sanzinatoria alcuna distinzione tra soggetti che assolvono in modo forfettario la tassa di concessione governativa sulle vidimazioni e non.

L’articolo 16 della tariffa, allegato A, parte prima, del D.P.R. 642/72, prevede l’assoggettamento ad imposta di bollo dei libri e registri di cui all’articolo 2214, primo comma del codice civile (vale a dire il libro giornale e il libro degli inventari) nella misura di 14,62 euro per ogni cento pagine o frazione di cento pagine (raddoppiata per i soggetti che non pagano la tassa sulle vidimazioni).

Relativamente alle modalità di applicazione dell'imposta di bollo dovuta per la formalità della numerazione delle pagine del libro giornale e del libro degli inventari, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare (circolare n. 92/E del 22/10/01) che l'imposta va assolta prima che i libri siano posti in uso, ossia prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina di ciascuno dei libri. Considerato che l'imposta è dovuta, nella misura di 14,62 euro, per ogni cento pagine o frazione di cento pagine, è da ritenere che il tributo debba essere assolto, in funzione delle pagine numerate, già con la numerazione della prima pagina. È inoltre da rilevare come, sebbene il predetto articolo 16 della tariffa preveda che le marche da bollo o il bollo a punzone devono applicarsi sull'ultima pagina numerata (e tale disposizione continua a valere per i libri e i registri soggetti a vidimazione) per il libro giornale e il libro degli inventari le marche o il bollo devono essere applicati sulla prima pagina numerata dei predetti libri. Ciò deriva dal fatto che tali libri non sono più sottoposti alla procedura della vidimazione iniziale nella quale il numero totale delle pagine numerate e bollate di ciascun libro era indicato proprio nell'ultima di tali pagine secondo il disposto dell'articolo 2215 del Codice Civile.

Il termine per l’apposizione delle marche deve essere, pertanto, individuato:

-         per il libro degli inventari nei tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte sui redditi, ai sensi dell’articolo 2217, terzo comma, del codice civile;

-         per il libro giornale, se tenuto con sistemi meccanografici, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici è considerata regolare, in mancanza di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati relativi all'esercizio per il quale non siano scaduti i termini per la presentazione delle relative dichiarazioni annuali.

Fermo restando quanto sopra precisato, si ritiene, in ogni caso, che il ritardato, omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di bollo non possano determinare l’inattendibilità o l’inesistenza delle scritture contabili e, quindi, consentire all’Amministrazione finanziaria di procedere alla formulazione di un accertamento induttivo. Ciò a prescindere dalla circostanza che sia stata o meno assolta la tassa di vidimazione dei libri sociali di cui al D.P.R. 641/72.

Si ricorda, infatti, che l’accertamento induttivo è applicabile, relativamente alle imposte dirette (articolo 39, comma 2, del D.P.R. 600/1973) e all’imposta sul valore aggiunto (articolo 55 del D.P.R. 633/1972), unicamente nei confronti dei contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, qualora queste ultime si rivelassero inattendibili o inesistenti.

Non si ravvisa, infatti, la possibilità, di far derivare una irregolarità sostanziale delle scritture contabili dall’omesso o l’insufficiente pagamento dell’imposta di bollo, essendo richiesto tra l’altro, ai fini della formazione di un accertamento induttivo, che le irregolarità riscontrate siano talmente gravi, numerose e ripetute, da rendere inattendibili nel loro complesso le scritture stesse per mancanza delle garanzie proprie di una contabilità sistematica.

Si precisa che anche nel caso di omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso, in quanto le disposizioni di cui all’articolo 13 D.Lgs. 472/1997, anche secondo l’esplicita presa di posizione del Ministero delle Finanze (C.M. 10.7.1998, n. 180/E), si applicano a tutti i tributi.

Oltre alla tassa non versata, vanno corrisposti, in tal caso, anche gli interessi nella misura del 2,50% annuo, calcolati a partire dal giorno successivo a quello di scadenza fino al giorno di pagamento compreso, e la sanzione ridotta.

Si ricorda, infine, che ai sensi dell’articolo 37 del D.P.R. 642/72 l’Amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento delle violazioni alle norme in materia di imposta di bollo entro il termine di decadenza di tre anni a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione.



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